lunedì 31 luglio 2017

Dentro soffia il vento

Recensione di Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi

Francesca Diotallevi

Agli inizi noi eravamo degli uccelli, avevamo le ali
e ogni giorno volavamo alti sulle cime degli alberi
e delle montagne per procurarci il cibo. Eravamo uccelli,
e con l’arrivo dell’inverno ci dirigevamo verso paesi più caldi.

Titolo: Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Prima edizione: Neri Pozza - 5 maggio 2016
Pagine: 222
Prezzo: flessibile - € 16,00; ebook - € 9,99
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Agli occhi di don Agape il borgo valdostano di Saint-Rhémy è molto diverso da Roma: non gli sono estranei soltanto l’aspetto degli edifici, il paesaggio privo di orizzonti in duello eterno tra cielo e monti, ma anche le persone, così restie ad aprirsi e dargli fiducia. La fredda accoglienza riservatagli dall’anziano padre Jacques, al quale deve subentrare, è un assaggio della comune diffidenza in una terra dove le consuetudini sembrano essersi mescolate ai segreti che ciascun abitante custodisce gelosamente.
Il più piccolo e il più inconfessabile riguarda Fiamma, la strega dai capelli rossi che vive nel bosco. Dalla madre Fiamma ha imparato a riconoscere e raccogliere le erbe per preparare infusi e decotti medicali, dando sollievo a insonnia e febbri. Si prende così cura delle persone che si rivolgono a lei con il favore delle tenebre e che alla luce del giorno, invece, la respingono.
Ogni sera Fiamma si sofferma sul limitare della boscaglia e guarda verso la fattoria dei Rosset, senza trovare il coraggio di avvicinarsi. Ogni sera Yann Rosset attende quel momento e, benché desideri scacciarla, non fa in tempo a mettere in atto il suo proposito che la ragazza è scomparsa tra gli alberi. A legarli come un nodo indissolubile il ricordo di un amico, l’unico che Fiamma abbia mai avuto, e di un fratello: Raphaël è partito per la Grande Guerra senza fare ritorno, lasciando i due giovani soli in modi differenti, incapaci di affrontarsi e di affrontare il dolore che li avvicina e separa.

L’avevo guardata piegarsi su se stessa, l’avevo ascoltata piangere, lacrime e singhiozzi, e per un solo istante le avevo invidiato quella capacità di lasciarsi andare. Di avere dentro qualcosa che non fosse fatto di roccia e ghiaccio, qualcosa che potesse sciogliersi e colare via. Via dagli occhi, via dal cuore.

Dentro soffia il vento è una storia di dolore, amore e perdono. È la storia di un uomo e una donna che si osservano da lontano, mantenendo le distanze e un silenzio rancoroso e doloroso. Dentro soffia il vento è, a ben vedere, la storia di una comunità, chiusa nella diffidenza alimentata da sermoni ottusi e corrotti. Così Fiamma è per tutti la figlia della strega e, perciò, strega lei stessa e, benché sia a lei che si rivolgono per aver sollievo dai dolori e dai mali fisici, deve essere evitata.
E ancora è la storia di un uomo che ha preso i voti senza convinzione, incapace di opporsi al volere della famiglia. Per la prima volta, scegliendo di lasciare Roma e di intraprendere l’impervia strada per diventare il parroco di Saint-Rhémy, Agape ha seguito il suo desiderio di mettersi alla prova, di trovare la propria forza nella fede.
Yann, Fiamma e Agape sono le voci narranti, che si alternano di capitolo in capitolo raccontando la loro storia personale, offrendo uno spiraglio nel passato del borgo attraverso i loro ricordi e continuando a mantenere viva l’attenzione sul presente. A Saint-Rhémy, dove tutto sembra immobile, le stagioni si susseguono implacabili dettando il proprio ritmo alla vita di tutti.
Nella complessità di personaggi, con un’educazione e una visione del mondo tanto diversi, e nella scelta di parole misurate ed evocative si rivela l’abilità dell’autrice. Avevo già apprezzato questo aspetto della penna di Diotallevi leggendo Le stanze buie, rispetto al quale, tuttavia, Dentro soffia il vento presenta una prosa più agile e lieve.
A dare forza alla suggestione delle parole sono l’ambientazione e la contestualizzazione storica. Le montagne sono tutto l’universo degli abitanti di Saint-Rhémy. Aspre e imponenti, sembrano rispecchiarsi nei caratteri più cupi e duri, ma allo stesso tempo concedono e preservano la vita. Con il loro abbraccio rivolto al cielo sono libertà e rifugio.
Lo spettro della prima guerra mondiale non rimane ad aleggiare sullo sfondo: Diotallevi lo rende un elemento fondante, mostrando le cicatrici che le perdite hanno lasciato e permettendo al lettore di soffermarsi su un momento tragico e drammatico della nostra storia.
L’attenzione per il dettaglio fa sì che ciascun personaggio risulti perfettamente inserito nel tempo, rispecchiando nel modo di pensare e nelle azioni l’epoca di cui è figlio, ma senza mai dimenticare quell’apertura che segna lo scarto generazionale.
Dentro soffia il vento è un romanzo breve, ma coinvolgente. Mi ha trascinato via, strappandomi alla stanchezza delle ore di studio, al viaggio in treno, per portarmi a Saint-Rhémy, tra i boschi. Questo romanzo è un soffio, è il vento stesso. Leggero, delicato e trascinante, entra dentro per rimanere.

Per questo amavo i libri: rendevano le persone migliori.
A volte le salvavano.

Il mio voto

4 specchi e mezzo

I libri della serie:
Le grand Diable (Dentro soffia il vento #0.5)
Dentro soffia il vento

Amaranth

4 commenti:

  1. Aaaah sono felice ti sia piaciuto questo libro. Dentro soffia il vento mi è rimasto nel cuore!

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    1. Non è passato molto tempo dalla mia lettura, ma è ancora vero e devo dire che lo stesso mi è accaduto con Le stanze buie...

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  2. Come non concordare con le tue parole?
    Questo romanzo è coinvolgente dall'inizio alla fine, ti strappa alla realtà per trascinarti nello spazio e nel tempo. Ho amato la storia ma ancor più la complessità sei personaggi, tutte le loro sfaccettature.
    Mi toccherà proprio leggere qualcos'altro di questa autrice.
    A presto ♥

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    1. Ti continuerò a consigliare Le stanze buie, diverso ma comunque avvincente e penetrante, finché non lo leggerai. ♥♥♥

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